“E dai bastioni murali fortificati delle città (a protezione della società, dell’economia, della tradizione), alle armature di cuoio e di ferro e ai vessilli di guerra (a protezione dell’incolumità del soldato in battaglia, ma anche a identificazione dello schieramento di appartenenza), alle uniformi e ai simboli sociali, religiosi, economici (gli status-symbol); tutto sempre per distinguere chi/cosa difendere, da chi/cosa difendersi, in chi/cosa cercare protezione.”
L’ing. Flavio Russo, esperto di storia militare e di armi antiche, mi onora della sua amicizia e qui ci illustra gli aspetti più intimi e psicologici delle “armature”, una sorta di esoscheletro squisitamente medievale.
